Alla scoperta del Mamanet: storia e diffusione di uno sport per tutte le donne

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Nato nel 2005 a Kfar Saba, in Israele, da un’idea di Ofra Abramovich, il Mamanet (o mother Cachibol) è una sorta di palla rilanciata specificatamente creata per le mamme. Da subito molto apprezzato, questo sport si è diffuso rapidamente in molte altre località del Paese ebraico. Inizialmente, le squadre di Mamanet erano legate esclusivamente alle scuole, erano infatti formate dalle mamme dei figli che frequentavano quel determinato istituto. Successivamente, questa tendenza è cambiata e si sono formati gruppi anche al di fuori dell’ambiente scolastico. Tant’è vero che, non solo le madri, ma anche tutte le donne di età superiore ai 30 anni furono autorizzate a partecipare. Attualmente in Israele il Mamanet ha raggiunto una popolarità tale da contare oltre 17 mila tesserate in 90 diverse città del Paese.

Il grande successo del Mamanet è dovuto principalmente al suo forte impatto sullo status sociale delle donne e sulla loro immagine di sé. Ciò consente, ad esempio, anche alla madre di fungere da modello di sportività, di dedizione alla squadra e di impegno nell’esercizio fisico per i propri figli, orientandoli così verso uno stile di vita basato sui valori e sulla pratica dello sport. Infatti, l’obiettivo dichiarato del Mamanet, così come specificato nel proprio sito ufficiale, è quello di creare famiglie e comunità sane e forti aumentando il coinvolgimento delle donne nel mondo dello sport.

“E’ una filosofia tutta nuova, pensata per aggregare e rendere possibile l’attività fisica anche a chi non ha mai praticato uno sport di squadra o non è in forma smagliante per un parto recente, o una vita risucchiata dagli impegni familiari”, ha spiegato la fondatrice del Mamanet Ofra Abramovich in un seminario tenutosi a Roma nel 2016 e fortemente voluto dall’AICS.

Queste idee sono state infatti abbracciate anche da altri Paesi, come, appunto, l’Italia, ma anche Austria, Germania, Finlandia, Cipro e Stati Uniti, diventando un vero e proprio movimento sociale, pacifista e interculturale e per questo riconosciuto e supportato da importanti enti sportivi come la Confederazione Internazionale dello Sport Amatoriale (CSIT), che fa parte del Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Con particolare riferimento all’Italia, come accennato, è l’AICS ad aver portato per la prima volta il Mamanet nel nostro paese, durante i World Sports Games dello CSIT a Lignano Sabbiadoro nel 2015.

Alla luce della filosofia sopracitata, è sicuramente auspicabile per il futuro una ancor maggiore diffusione di questo sport nel mondo, sperando che un giorno ovunque ci siano madri, ci sia anche una squadra di Mamanet.

Mamanet: Any mother can!

A cura di Davide Di Stefano e Giulia Di Nizo